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Questa articolo lo dedico a tutte le donne vittime di violenza, a chi è imprigionata in una relazione di coppia perversa, a chi subisce da anni maltrattamenti e continua a conviverci. Questo articolo vorrei fosse un’occasione per riflettere, per potersi riprendere la propria libertà e ritrovare il bisogno di essere amate realmente.Abbiate il coraggio di “prendere in mano la vostra vita”

La violenza all’interno della coppia

La problematica della violenza nella coppia è diventata un tema fondamentale: molte sono le donne che vengono maltrattate dagli uomini ( mariti o compagni ) e non capiscono il perché, ma basta “guardare con occhi diversi” per capire cosa realmente scaturisce nella coppia per arrivare a tanta violenza.
Grazie alla frequenza di un Master in Criminologia, effettuato alla Sapienza, mi occupo anche delle problematiche connesse alla violenza domestica.



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La relazione di coppia

In questa parte dell’ articolo spiegherò come avviene la formazione della coppia partendo dalla scelta del partner, dall'innamoramento, dall'inizio del rapporto fino ad un eventuale crisi, in quanto i problemi di coppia sono legati a questi passaggi. Il processo di formazione dell’identità di coppia è strettamente legato a quello individuale.
La scelta del partner non è mai casuale, avviene inconsapevolmente ed è legata alle proprie esperienze individuali e familiari: avviene in base al tipo di rapporto che si è avuto con la figura parentale di riferimento o come identificazione o come ribellione ed è quindi dettata da motivazioni psicologiche che sono importanti non solo per capire su che basi si è formata una coppia, ma anche i motivi di un eventuale crisi.
L’innamoramento è il processo che consente la formazione della coppia e la relativa unione tra i due partner, in questa fase vi è un alto grado di fusione; dopo questo iniziale periodo, dove tutto sembra perfetto si arriva alla consapevolezza che ogni componente della coppia ha una personalità diversa e da qui i partner devono cercare di accettarsi, crescere insieme, e saper gestire i conflitti. Per poter andare avanti bisogna accettare i cambiamenti e ridefinire il rapporto ma soprattutto l’altro deve essere accettato nella sua individualità e non come mezzo per soddisfare i propri bisogni inconsci.

Coppia in crisi e le dinamiche del rapporto violento

È stato dimostrato che gli elementi maggiormente presenti in una coppia in crisi sono, dipendenza, simbiosi e narcisismo.
La “simbiosi” è una collusione, cioè un legame molto stretto di cui i partner ne dipendono non riuscendo a farne a meno; si tratta di un rapporto non sano, entrambi preferiscono stare insieme provando dolore piuttosto che lasciarsi e vivere l’esperienza dell’abbandono e della solitudine.
Per “narcisismo” si intende una condizione di disagio in cui non è integrata la capacità d’amare, si tratta di una preoccupazione costante per sé stesso: i partner sono semplici oggetti, strumenti di rassicurazione momentanea. Il soggetto narcisista ha un bisogno ansioso di conferme e l’altro non viene né visto nè riconosciuto come persona ma come un riflesso di sé.
Per “dipendenza” si intende si intende una forma patologica di amore caratterizzata da un impellente bisogno dell’altro.
Tutti questi elementi portano alla formazione di legami perversi che spesso portano gli uomini ad essere violenti e le donne a continuare la relazione disfunzionale. L’obiettivo di entrambi i partner è quello di trattenere l’altro per paura di essere abbandonato e sentirsi inadeguato, la relazione va avanti e i partner pensano che si tratti di “vero amore".
Ciò che succede è che si viene a formare una relazione schiavo-padrone dove l’altro è un oggetto che serve per riconoscere aspetti positivi del sé. La base del dominio e del rapporto schiavo-padrone è il pensiero “io posso controllare tutto” ecco perché la violenza scatta quando l’altro si ribella o fugge dal controllo: è il desiderio di essere ancora onnipotente che porta a distruggere l’altro. Tutti questi elementi rappresentano le dinamiche psicologiche non sane presenti in tante coppie.
Quali sono le cause della violenza nei rapporti di coppia? Quali sono i fattori di rischio che contribuiscono all’insorgere di questa violenza? E come mai le donne, spesso, non riescono a sottrarsi al partner maltrattante e si trattengono in un rapporto malato, andando incontro a gravi conseguenze sulla propria salute psichica e fisica?
Alla base di una relazione violenta c’è fragilità e debolezza, difficoltà a gestire emozioni e soprattutto una dipendenza affettiva tra i partner. La dipendenza affettiva si costruisce sulla base di altri legami relazionali, in particolare nel rapporto instaurato durante l'infanzia con i genitori, se quest'ultimi hanno lasciato insoddisfatti i bisogni infantili, i bambini potrebbero sviluppare pensieri del tipo: “I miei bisogni non hanno importanza” o “Non sono degno di essere amato”. Da adulti, questi "bambini non amati” dipendono dagli altri per quanto concerne il proprio benessere psico-fisico e la soluzione dei loro problemi,vivono nella paura di essere rifiutati, scappano dal dolore, non hanno fiducia nelle loro capacità e si sentono sbagliati e inadeguati nel rapporto con l'altro.
Per “dipendenza affettiva” si intende un rapporto non sano caratterizzato da un assenza di reciprocità all’interno del rapporto di coppia e dal non riuscire a vivere senza l’altro, ecco perché molte donne subiscono e tollerano violenze, preferiscono essere maltrattate che perdere l’altro. In queste situazioni l’altro è un oggetto che serve per non sentirsi sole e inadeguate in quanto al di sotto della dipendenza vi è una scarsissima autostima. La percezione di sé stessa come impotente, incapace, colpevole fa in modo che la donna si indebolisca sempre di più e resti invischiata nella relazione perversa, scivolando cosi in una spirale senza fine, in quanto si arriva a perdere ogni capacità e speranza di risolvere il problema e uscire dalla relazione che diventa una fonte di sicurezza.
Ma come si crea la dipendenza affettiva?
La dipendenza affettiva si crea prima dell’inizio del rapporto di coppia. Ricollegandoci alla scelta del partner, è come se la persona dipendente cercasse proprio quel tipo di rapporto in cui il partner deve avere quelle caratteristiche che poi vanno a formare un rapporto dipendente, infatti si instaura un rapporto di dipendenza-codipendenza dove anche l’altro è dipendente in quanto accetta questo ruolo ed è per questo che va avanti la relazione. Si tratta, quindi, di una dinamica a due, di un rapporto simbiotico e quindi di un rapporto disfunzionale. Se il partner scelto non avesse quelle determinate caratteristiche allora il rapporto finirebbe prima, invece in questi casi si tratta di due persone fragili e dipendenti che si trovano e si uniscono. Entrambi hanno una scarsa autostima e vivono nell'ansia di poter perdere la persona amata. La donna dipendente fa di tutto per rispondere ai bisogni dell’uomo mettendo da parte i propri , mostra sentimenti di paura e ansia che la tengono legata alla relazione violenta, subisce così i maltrattamenti e non chiede aiuto; l’uomo dipendente invece è più facile che mascheri il proprio bisogno d’affetto proiettandolo sulla donna, esternandolo con rabbia e aggressività, comportandosi in maniera protettiva talvolta fino all’eccesso della gelosia patologica, perchè ossessionato dal timore dell’abbandono, e nel momento in cui lei lo lascia scatta paura e rabbia in quanto non vuole rinunciare a quel rapporto per lui fonte vitale di sicurezza, possono emergere, dunque, agiti persecutori violenti ed è qui che riscontriamo i casi con i risvolti più tragici.

Forme di violenza sulle donne

Le forme più frequenti della violenza, all’interno della coppia,contro le donne sono: La violenza fisica racchiude una vasta gamma di comportamenti lesivi per l’integrità fisica della donna (spinte, pugni, calci, lancio di oggetti, schiaffi, ustioni ecc); non riguarda solo l’aggressione fisica grave che causa ferite ma anche ogni contatto fisico mirante a spaventare o a rendere la vittima soggetta al controllo dell’aggressore.
La violenza psicologica mira a combattere l’identità dell’altro e a privarlo di ogni individualità; in questo tipo di violenza le donne è come se avessero subito una specie di “lavaggio di cervello” e si autoaccusano: si sentono inadeguate, fragili, dipendenti, insicure e convinte di aver bisogno di una guida per affrontare le piccole difficoltà quotidiane, convinzione che inevitabilmente le porterà ad accettare passivamente ogni forma di violenza. L’obiettivo dell’uomo è privare la donna di qualsiasi possibilità di espressione, beffandosi dei suoi punti deboli e mettendo in dubbio le sue capacità di giudizio e decisione, la offende e la mortifica, ne mina la fiducia personale, ne limita le potenzialità, la isola e la esclude dal contesto. La donna non è più padrona dei pensieri, è letteralmente invasa dalla psiche del partner e non ha più alcuno spazio mentale proprio. La violenza psicologica accompagna sempre quella fisica.
Per violenza economica si intendono tutte quelle strategie volte a limitare e controllare l’indipendenza economica del partner, come, per esempio, impedire la ricerca di un lavoro, la privazione o il controllo dello stipendio, il controllo della gestione della vita quotidiana, ecc. La violenza economica riguarda, dunque, tutto ciò che direttamente o indirettamente, concorre a far si che il partner sia costretto in una situazione di dipendenza e /o non abbia i mezzi economici sufficienti per soddisfare i bisogni di sussistenza propri e dei figli; in questo modo la donna viene privata di decidere e di agire autonomamente e liberamente rispetto ai propri desideri e scelta di vita.
Per violenza sessuale si intende qualsiasi atto sessuale non desiderato cui la donna deve sottostare contro la propria volontà. Il riconoscimento della violenza sessuale, all’interno della coppia, risulta anch’ esso difficile, a causa di radicate rappresentazioni di doveri coniugali, delle difficoltà a parlarne e delle reazioni del contesto socioculturale che minimizzano o giustificano la violenza legata al comportamento sessuale aggressivo del maschio, come prova della sua virilità o come un suo diritto, infatti molte vittime non denunciano per timore di non essere credute o per tenere unita la famiglia.
Infine lo stalking riguarda una serie di comportamenti persecutori che incutono timore alle donne. Gli stalker, nella maggioranza dei casi, sono "ex" che non riescono a rassegnarsi alla fine di un rapporto sviluppando una vera e propria ossessione nei confronti della vittima. Il comportamento per stalking viene agito per diversi motivi: per recuperare una relazione finita, per vendicarsi dei torti subiti, per dipendenza affettiva, per desiderio di continuare a esercitare un controllo sulla vittima.

Forme di violenza sugli uomini

Si parla tanto di violenza contro le donne, ma della violenza contro gli uomini non se ne parla mai, eppure qualsiasi tipo di violenza non va sottovalutata.
I mass media , quando parlano di violenza, danno l'immagine di un uomo vissuto come “carnefice”, e di una donna vissuta come “vittima”, il che in molti casi rappresenta la verità. Ma c'è un'altra realtà che invece tende a non venire menzionata, tanto da apparire quasi inesistente: quella degli uomini che subiscono violenze. La violenza subita dagli uomini è una realtà meno conosciuta rispetto quella delle donne perché gli uomini si vergognano di raccontare la propria debolezza in quanto l’essere vittime di violenza non si concilia con l’immagine di “vero uomo”, veicolata dalla società. Spesso capita che gli uomini si sentono responsabili della violenza subita, colpevolizzandosi.
Il numero di uomini maltrattati all'interno della coppia è più alto di quanto si possa pensare, ma essendo una violenza esercitata soprattutto sul piano psicologico, resta per lo più sconosciuta.
Le forme più frequenti di violenza, all’interno della coppia, verso gli uomini sono:
Tendenzialmente, la violenza più frequente che le donne esercitano sugli uomini è quella psicologica.
Nella violenza psicologica, la donna punta a denigrare l'uomo nel suo ruolo di marito e di padre, diffamandolo nel privato ma anche nel pubblico o sul posto di lavoro, allo scopo di attaccarne la mascolinità e di favorirne l'isolamento Nel rapporto di coppia la violenza, quindi,  può essere legata ad un tentativo di svalutare o di umiliare il proprio compagno per tenerlo in qualche modo sotto controllo o in una posizione di scacco. Una forma di violenza psicologica della donna rispetto l’uomo è quando depongono false denunce di violenza sessuale sui figli. Nel contesto  familiare le forme della violenza  sugli uomini possono passare, anche, attraverso  dinamiche triangolari, per esempio quando si cerca di instaurare nei figli un’immagine molto negativa dei padri, quando si cerca di utilizzarli contro i padri,  quando in caso di conflitti o separazioni si cerca di minare il legame affettivo tra padre e figli, rendendo difficile o addirittura impossibile ai padri di vedere o frequentare i bambini. 
Altra forma di violenza sugli uomini è la violenza fisica che viene messa in atto con modalità tipicamente femminili come graffi, morsi, capelli strappati e lancio di oggetti.
Gli uomini possono anche essere vittime di stalking da parte delle donne: sms, telefonate, mail continue e pressanti con contenuti che vanno dalla seduzione, suppliche, ricatti, offese, espressioni rabbiose, ecc.; ma si presentano anche pedinamenti, atti che screditano la professionalità, la moralità, lo status sociale, ma anche danneggiamento di oggetti, sottrazione di beni, ecc.

Le proporzioni del fenomeno della violenza sono diverse : nel 90 per cento dei casi, l’autore è un uomo, per questo motivo quando si parla di violenza di coppia o violenza intrafamiliare si parla di un uomo che maltratta una donna, ma detto questo non significa non tenere conto del fatto che anche l’ uomo può essere vittima di violenza e che questa violenza può avere delle gravi ripercussioni sulla sua salute fisica e psicologica.

Gli uomini violenti hanno le seguenti caratteristiche:

Ciò non significa che tutte le persone con queste caratteristiche sono violente, ma se alla base vi sono queste caratteristiche, che invadono la vita quotidiana del partner e vengono proiettate continuamente nel rapporto allora c’è il rischio che possa scattare la violenza.

Le più frequenti caratteristiche di una donna vittima di violenze sono:

Ciò non significa che tutte le donne con queste caratteristiche sono vittime, ma se alla base vi è fragilità o insicurezza il rischio di andare incontro a violenze aumenta.


Prevenire e curare

La violenza è considerata un problema di sanità pubblica che compromette gravemente la salute della donna, per questo risulta essenziale prevenire e curare. La prevenzione può provenire dalla coppia stessa: entrambi i partner, nel momento in cui si rendono conto che c’è qualcosa che non va nel rapporto e che la rabbia predomina sull’amore, non devono sottovalutare il problema ma accettare che la relazione sta diventando violenta.
La violenza comporta, a chi la subisce, gravi conseguenze psicologiche: nel momento in cui le vittime perdono coscienza della situazione di coppia in cui sono costrette a vivere, oltre alla rabbia provano vergogna per non essere state amate, per aver accettato umiliazioni e per essere state deboli, per questo risulta essenziale una psicoterapia. Il percorso di psicoterapia aiuta la donna a migliorare l’autostima e la sicurezza , eliminando emozioni negative come la vergogna e l’impotenza; si lavorerà sull’accettazione dell’evento tramite l’ascolto e la comprensione dei vissuti della donna e quando sarà in grado di accettare ciò che prova, di riconoscere la propria sofferenza, come una parte di sé degna di stima, allora potrà riprendere in mano la sua vita. La psicoterapia è necessaria anche per gli uomini affinché possano fermarsi a riflettere sulle responsabilità connesse alla violenza agita; attraverso percorsi individuali gli uomini possono comprendere le proprie emozioni , confrontarsi e accettare le proprie fragilità e debolezze e soprattutto modificare le proprie modalità relazionali.Anche la psicoterapia di coppia risulta molto funzionale per interrompere il ciclo della violenza ed aiutare le coppie a restare insieme serenamente oppure a lasciarsi senza conseguenze tragiche. Rivolgersi ad una psicoterapeuta è il primo passo essenziale per poter fermare il circolo della violenza, ma ciò deve essere effettuato fin da subito perché dopo risulta più difficile uscirne.

L’articolo completo è stato Pubblicato in Rassegna di Psicoterapie. Ipnosi. Medicina Psicosomatica. Psicopatologia Forense Rivista 20 N°3 Settembre-Dicembre 2015.

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